Paphiopedilum

Pantofola di Venere


Colore dei fiori: giallo, verde, bruno, violetto, cremisi, porpor

Terreno: Torboso con bark, ben drenato

Esposizione: Luce moderata

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Kingdom
Plantae
Subkingdom
Viridiplantae
Infrakingdom
Streptophyta
Superdivision
Embryophyta
Division
Tracheophyta
Subdivision
Spermatophytina
Class
Magnoliopsida
Superorder
Lilianae
Order
Asparagales
Family
Orchidaceae
Genus
Paphiopedilum
La Paphiopedilum sono piante terrestri raramente Epifite. Non sono dotate di pseudobulbi. Le foglie, coriacee, persistenti, nastriformi, con una marcata piegatura al centro e di colore verde o verde-glauco con macchie più scure, prendono origine direttamente dal rizoma e si dispongono a ventaglio, embricandosi l’una nell’ altra.
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Si possono moltiplicare a febbraio, prima della ripresa vegetativa, per divisione dei rizomi. Prestare attenzione che ogni porzione presenti il numero massimo di gemme e rinvasando immediatamente gli esemplari ottenuti. Le nuove piantine dovranno essere annaffiate con moderazione e tenute alla temperatura di 21 °C, con una buona umidità ambientale fino a quando non avranno dato segno di avere attecchito, producendo nuovi germogli. In casa , dato il periodo mettere gli umidificatori sui radiatori.
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I fiori delle Paphiopedilum sono grandi e molto colorati ed i sepali sono apparentemente due perché gli inferiori sono saldati insieme a formare il voluminoso labello. Il sepalo superiore è molto grande ed è sempre il più colorito e vistoso. Due petali si trovano disposti più o meno orizzontalmente e spesso sono molto lunghi.
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Il rinvaso si effettua orientativamente ogni due anni nel periodo primaverile tra marzo e giugno o in autunno tra settembre e novembre. Per regolarsi osservare le radici; se hanno occupato tutto lo spazio a loro disposizione oppure il substrato è diventato troppo vecchio o quando si evidenziano problemi alle radici. Il terreno tipo può essere formato da un bark (40%), torba di sfagno molto filamentosa che non trattiene troppo l'acqua (40%), agriperlite (10%) e sabbia grossolana (10%) che garantirà un substrato che farà respirare le radici e tratterrà la giusta umidità.
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La Paphiopedilum deve essere annaffiata le prime ore della giornata per permettere che le foglie si asciughino prima della notte. Attenzione anche alle nebulizzazioni ed i ristagni d'acqua nelle parte fogliare che può portare a pericolose marcescenze. Le annaffiature devono essere regolari durante tutto il periodo dell'anno. In Inverno le piante vanno bagnate due volte ogni 5/10 giorni a secondo della temperatura dell'ambiente in cui si trova. In estate annaffiare ogni due giorni. Regolarsi sempre a seconda della temperatura e dell'umidità dell'aria che dovrebbe essere all'incirca del 70%. Mettendo della argilla espansa nel sottovaso si mantiene un certo grado di umidità e allo stesso tempo si evita il contatto delle radici con l'acqua presente nel sottovaso.